03 dicembre 2006

The Host nei cinema francesi. La recensione di Le Monde

Estratti dalla recensione del quotidiano "Le Monde" di The Host, il blockbuster coreano ora arrivato nelle sale francesi: "Seoul, Corea del Sud. Nato da una mutazione genetica causata dal riversamento di prodotti tossici nel fiume che attraversa la città, un mostro anfibio e carnivoro ha eletto le fogne come domicilio e semina morte e distruzione fra gli abitanti. Tiene prigioniera una adolescente, rapita sotto gli occhi del padre, piccolo venditore di calamari fritti. La famiglia della ragazza si unisce per strapparla, nonostante gli ostacoli posti dalle autorità (che sospettano che il padre sia stato contaminato da un virus propagato dal mostro), alle grinfie del predatore. Una volta letto il riassunto della trama il lettore che non sia particolarmente attratto dal genere sarà curioso di sapere se ci sono ragioni per vedere questo film. Ci sono, numerose. Innanzitutto The Host ha battuto il record assoluto di incassi in patria, con 14 milioni di spettatori. Inoltre il regista, Bong Jooh-ho; anche al suo terzo lungometraggio rinnova una formula, come già fatto con il manga (Barking Dogs Never Bite, 2000) ed il poliziesco (Memories of Murder, 2003). Ma The Host vale soprattutto per se stesso, grazie ad una regia strabiliante e carnevalesca, con echi di Rabelais. Un opera aperta a stili ed influenze, un impresa libera e gioiosa. The Host unisce, senza perdere forza, il film di mostri ed il realismo, il pamphlet antiimperialista e la commedia all'italiana, la parabola kafkiana e la favola umanista. Ricco di riferimenti agli archetipi americani del genere (da King Kong ad Alien, passando per Lo Squalo), compie il delicato prodigio di sabotarli senza ridursi ad una parodia. La velocità con cui la creatura ci viene svelata è una prova dell'inclinazione del regista a rivoltare come un guanto i canoni del genere. Questa assenza di suspence suggerisce che con questo mostro siamo sul territorio della nobiltà di un grande mito nazionale e popolare, che resiste al sincretismo hollywoodiano. Per riuscirci The Host, prima che un film di mutanti ha dovuto divenire ciò che è: un grande film mutante". >vai al sito ufficiale francese del film.