
Il nazionalismo fa bene al cinema, in Corea del Sud. Cinque dei dieci film in vetta al box-office degli ultimi anni contengono temi di tipo nazionalistico. Hanbando (The Korean Penisula), venato di sentimenti anti giapponesi, ne è solo l'ultimo esempio. Troviamo nel gruppo Taegukgi (2004), Welcome to Dongmakgol (2005), Silmido (2004), Shiri (1999) e JSA/Joint Security Area (2000). Hanbando è arrivato in vetta al box-office, occupando un terzo dei 1.500 schermi del paese, nonostante le preoccupazioni legate al tema, in cui una flotta di forze navali giapponesi e coreane si fronteggia in seguito alle ingerenze del Giappone sulla ferrovia inter-coreana. Gli spettatori critici verso il film sostengono che la pellicola è fuori dalla realtà e solletica i nervi nazionalistici, stimolando l'ostilità verso il Giappone, al solo scopo di ottenere un successo commerciale. Il regista Kang Woo-seok sostiene che il suo film non critica il Giappone senza motivi e che era suo desiderio attaccare il Giappone e la sua attuale politica nei confronti della Corea. Non tutti i film con tematica nazionalista hanno avuto successo, come testimoniano i flop di Heaven's Soldiers (2005) e Rikidozan (2004). Capostipite della tendenza nel 1999 era stato Shiri. Kim Heoun-sic, esperto della cultura pop coreana, sostiene che il nazionalismo nei film rende difficile un confronto realista e bilanciato fra le esperienze storiche e la realtà attuale. Kim sostiene che la mancanza di orgoglio nazionale dei coreani è alla base di queste produzioni, una sorta di soddisfazione surrogata. In film come Rikidozan e Fighter in the Wind un personaggio coreano sconfigge combattenti giapponesi ed attrae donne giapponesi, e questo dimostra, secondo Kim, quanto disperatamente i coreani cerchino di dimostrare di essere superiori ai giapponesi. Un recente sondaggio dell'Università di Chicago sul livello di patriottismo (legato agli aspetti economici, scientifici, artistici, sportivi, culturali...) svolto in 34 nazioni vede però i coreani solo al 31° posto ed i giapponesi al 18°. Gina Yo, docente della Dongguk University sostiene che il film con tema nazionalistico nasce dal senso collettivo di inferiorità e rabbia legato alla storia coreana e rappresenta una sorta di valvola di sfogo. [Fonte: Han Cinema]